Gli occhiali

Statistiche alla mano, circa una persona su quattro li porta. Come farsi mancare allora di dirne qualcosa di veramente scontato?
17 AGO 20
Immagine di Gli occhiali
- Non ricordare mai dove li si è messi. Fare seguire imprecazioni ad libitum.
- Una volta servivano per leggere, oggi per sottolineare la personalità. Deplorare.
- Scandalizzarsi per i prezzi delle montature. Completare sempre il concetto con: in fondo, sono un pezzo di plastica.
- Vantare le doti del titanio. La montatura la puoi persino appallottolare senza che si deformi in alcun modo. Chiedersi chi possa mai volerla appallottolare.
- La montatura anziana da nerd comporta l’onere della prova: se si risulta hipster è intollerabile.
- Checché se ne dica fanno intellettuale. Convenirne.
- Notare che qualche anno fa nelle foto di moda il modello ne mordicchiava languidamente la stanghetta. Ora non si usa più.
- Chi è anagraficamente adeguato può citare a memoria intere strofe di “Cin cin con gli occhiali” di Herbert Pagani. Se l’interlocutore non conosce Herbert Pagani stupirsene come se non avesse mai sentito nominare Shakespeare.
- Tanto è tutta roba di Del Vecchio. Deprecare.
- Ricordare con raccapriccio quando negli anni Settanta tutti abbiamo portato i Ray-Ban a goccia che, notoriamente, non stanno bene a nessuno. (Vedi seguente)
- Notazione storico-sociologica: negli anni Settanta, abbinati alle Barrow’s, i Ray-Ban qualificavano il sanbabilino.
- Nei film hollywoodiani la segretaria se li toglie e si trasforma in una gnocca sconvolgente. Ricordare che il cinema è finzione.
- Rammentare quando da bambini a scuola si veniva dileggiati con il termine “quattrocchi”. Chiedersi se accada ancora oggi.
- Mai scegliere la montatura con un’amica, si rischia di passarvi il pomeriggio; mai scegliere la montatura senza un’amica, si rischia di farsi intortare dall’ottico e di comprare quella che vi fa assomigliare alla maestra delle elementari.
- Occhiali di metallo alla Gramsci: quasi mai.
- Stupirsi che le lenti siano costantemente cosparse di uno strato di sugna.
- Appenderli all’ultimo bottone della polo: cafonissimo e datato. Quasi al livello del pacchetto di sigarette nella manica arrotolata della t-shirt.
- Ma tu cosa sei? Miope? Presbite? Astigmatico? Interrogarsi su quale interesse possa mai avere. Eventualmente, congratularsi con i miopi, poiché dopo i quaranta il difetto si riduce.
- Rifiutare le logiche commerciali delle grandi griffe e acquistarli esclusivamente in farmacia.
- Negli anni della postadolescenza averli portati anche senza averne bisogno per darsi un tono.
- Fuori dai campi da sci, quelli a specchio rivelano infallibilmente lo stronzo.
- Contrariamente a quanto si crede, indossarne di enormi con lenti scure non serve a occultare i postumi di una notte randagia.
- Far partire una pippa su quale sia il verbo adatto: inforcare, infilare o indossare. Tuonare contro mettere: sciatto.
- Continuare a cambiare occhiali per vedere vicino-lontano-vicino è uno dei gesti meno sexy immaginabili. Dolersene. Valutare le lenti progressive. (Vedi seguente)
- La catenina per trattenere gli occhiali al collo di un uomo è irrimediabilmente antierotica. Neanche il miglior Sean Connery lo avrebbe sopportato.
- Verificare come vi sta una montatura mediante un’applicazione che la sovrappone a una vostra foto è molto avanti.
- Oggetto cult inarrivabile: lo stick per evitare lo scivolamento degli occhiali sul naso. Chi ce l’ha è decisamente su un altro livello.
- Occhiali sollevati sulla fronte: solo se siete Pasquale Squitieri.